“La mia vita nei boschi con un MAN TGS 28.510 6×4”. Parola a Daniele Dalla Palma

Fedele cliente MAN da molti anni, Daniele Dalla Palma ha voluto, per la sua attività di commercio legnami, dotarsi di un veicolo speciale in tutto: dal cambio manuale alla trasmissione disinseribile sull’asse anteriore, ma soprattutto una gru comandata come un videogioco.

Daniele Dalla Palma ha ereditato questa attività dal padre Alberto e da lui
anche l’amore per i boschi e per la vita in mezzo agli abeti sugli altopiani
attorno ad Asiago. A 12 anni saliva sul trattore con il papà per muoversi sui
sentieri forestali, e ora, a 43 anni, ha ancora lo stesso entusiasmo. Seguirlo
nella sua giornata lavorativa è stata un’esperienza, e non solo per i panorami
e lo straordinario veicolo che guida.

“Ho iniziato ufficialmente questa attività nel 1998, ma si può dire che nel
bosco ci ho sempre vissuto – racconta Dalla Palma -. Per sintetizzare diciamo
che commercio legnami, ma in realtà si tratta di un lavoro più complesso. Si
inizia, attraverso una regolare asta, ad acquistare da privati o dai comuni i
lotti di piante da abbattere. È importante rimarcare che non si tratta di
un’azione indiscriminata, ma di interventi ragionati, sotto la tutela della
Forestale, indispensabili per eliminare le piante malate o troppo ammassate
tra loro. Solo così il bosco può vivere e restare rigoglioso. A questo
aggiungiamo che per svolgere il nostro lavoro curiamo anche la
manutenzione dei sentieri e quindi contribuiamo a difendere quelle attrattive
turistiche che sono la linfa vitale per le nostre montagne.
Di solito appalto ad altri gli interventi di abbattimento e preparazione dei
tronchi che vengono accatastati in quota. A quel punto entra in azione il mio
nuovo MAN TGS 28.510 6×4 con il quale vado a recuperarli e li porto a valle
dove, in un secondo tempo, con questo stesso veicolo, o con un altro MAN
TGS 18.500, 4×4 ma trattore, li porto a destinazione. I miei clienti principali
sono le segherie che li lavorano per svariati impieghi, dall’industria
dell’arredamento fino al cippato per i termovalorizzatori”

Un solo autista per due camion può sembrare strano, ma non è così. Infatti
il nuovo MAN TGS 28.510 è una motrice con rimorchio e può caricare tronchi
fino a sei metri di lunghezza, ma quando si tratta di trasportare quelli di 12
metri, allora entra in scena il trattore MAN TGS 18.500 con il semirimorchio.
Entrambi sono a doppia trazione con l’asse anteriore disinseribile, quindi
ottimali anche in termini di efficienza sulla viabilità ordinaria. Infatti Dalla
Palma, da Enego in provincia di Vicenza sull’altopiano di Asiago, esegue
consegne un po’ in tutto il Nord Italia, dalla Lombardia al Friuli, fino alla vicina
Austria, per una percorrenza media annua di circa 60 mila chilometri
Questo è il quinto MAN di Daniele Dalla Palma, dal primo F2000 nel 2001 è
poi passato a un TGA 28.480 nel 2006, quindi a un TGS 28.480 nel 2013,
entrambi 6×4, per poi arrivare all’attuale trattore TGS 18.500 nel 2017, a cui
si è aggiunto da pochi mesi il nuovo TGS 28.510, tutti allestiti in base alle
sue precise richieste. In particolare, nel più recente, ha voluto il cambio
manuale che negli impervi sentieri di montagna permette di gestire meglio la
trazione grazie anche a una maggiore frammentazione dei rapporti (16
contro i 12 dell’automatizzato). Dell’asse anteriore con la trazione
disinseribile abbiamo detto, mentre il terzo asse è sollevabile e sterzante.
Un’altra particolarità è lo spargisale sul secondo asse trattivo per migliorare
la trazione con la neve, anche se il peggior nemico resta il fango: “Dopo un
temporale è inutile cercare di salire nel bosco, è come essere sul ghiaccio”
ricorda Dalla Palma.

La gru, una Jonsered 1250Z, è scarrabile per abbassare la tara, soluzione
utile soprattutto per i viaggi in Austria dove notoriamente i limiti sono più bassi
che in Italia. Ma la sua particolarità più esclusiva è il sistema di comando
affidato a quattro telecamere montate in un’unica struttura sulla sua sommità
che ne permettono un controllo totale grazie a un visore del tutto identico a
quello dei videogiochi. In pratica indossando il visore e muovendo lo sguardo
l’operatore può visionare uno campo di 270° in orizzontale e 180° in verticale,
avendo sotto controllo tutte le operazioni di carico e scarico.

“È il primo sistema di questo tipo montato in Italia – spiega Dalla Palma -, si
chiama HiVision e mi permette di manovrare la gru con due joystick montati
sui braccioli del sedile di guida, quindi senza muovermi dalla cabina. Non
solo il lavoro è più veloce, ma così posso godere di tutti i vantaggi dello stare
al chiuso, protetto dalle intemperie, con l’aria condizionata in estate e al caldo
d’inverno, il vivavoce per il cellulare e volendo anche la radio. Inoltre,
all’interno del visore, posso leggere il peso del carico e sono avvisato se si
sta sbilanciando, ho proprio tutto sotto controllo. Sull’altro MAN TGS la
cabina di comando della gru è montata direttamente sulla gru stessa e per
raggiungerla devo salire e scendere, operazioni che con fango, neve o ghiaccio sono sempre ad alto rischio. Così invece sono più comodo, più
sicuro e il lavoro procede anche più spedito, alla lunga è un risparmio di
tempo importante e la redditività ne trae beneficio”.

La dotazione è completata da altre due telecamere sul telaio del camion che
inquadrano gli stabilizzatori della gru durante le operazioni di carico e scarico
e il rimorchio quando si viaggia, riproducendo le immagini sul monitor al
centro della plancia.

“Il mio secondo camion è stato un MAN e da allora non ho più cambiato
perché per il mio lavoro è la macchina migliore – spiega Daniele Dalla Palma
-. Questo TGS 28.510 è il quinto ed è anche il migliore di tutti: lo sto usando
solo da pochi mesi e sono molto felice della scelta. La cabina della nuova
generazione ha migliorato notevolmente il comfort a bordo e poi ho scelto il
massimo dell’offerta TGS perché dall’interno svolgo tutte le operazioni e
voglio essere comodo. Ho voluto un veicolo personalizzato al massimo e
MAN ha garantito una risposta a tutte le mie richieste direttamente dalla
fabbrica: dall’ampia varietà di prese di forza al telaio rinforzato alle
sospensioni rinforzate, fino al freno di stazionamento su tutti gli assi. Una
garanzia in più che si aggiunge alle tante innovazioni introdotte con la nuova
gamma, per esempio i fari a led di serie che nella gamma precedente non
era possibile avere per la versione cantiere: per noi che spesso lavoriamo di
notte sono la garanzia di avere sempre tutto ben illuminato. Il rapporto
qualità/prezzo lo giudico imbattibile e il sei cilindri di 12,4 litri turbodiesel D26
Euro 6d da 510 cv è la potenza giusta per le mie esigenze e un ulteriore
certezza di affidabilità e bassi consumi. Il cambio manuale è facilissimo da
usare, con innesti morbidi e un frazionamento che mi permette di avere
sempre, con l’ausilio delle ridotte, il perfetto controllo del veicolo. Anche se
ho montato un rapporto al ponte quasi stradale, il più lungo tra quelli scelti
finora, il mio MAN resta quasi un cava-cantiere perché i sentieri che affronto
nulla hanno da invidiare agli impieghi più estremi. L’unico piccolo rammarico
è che ho dovuto rinunciare allo SmartSelect, ma forse di joystick in cabina
ne ho già a sufficienza…”.