Mercato Aftermarket Truck: i dati ANFIA sul primo semestre 2022

56

Nel primo semestre 2022 fatturato totale superiore al 2019 (+4%) e al 2020 (+43%), ma leggermente inferiore al 2021 (-1%)

Secondo i dati del Barometro Aftermarket Truck – la nuova iniziativa della sezione Aftermarket di ANFIA in collaborazione con la sezione Automotive di ASAP Service Management Forum1 – il fatturato totale del mercato aftermarket truck relativo al primo semestre del 2022 ha registrato una variazione positiva rispetto al 2019 (+4%) e al 2020 (+43%), ma leggermente negativa rispetto al primo semestre del 2021 (-1%).

In particolare, il primo trimestre del 2022 ha evidenziato uno scostamento positivo rispetto allo stesso periodo del 2020 (+11%), ma negativo con riferimento al primo trimestre del 2019 (-6%) e del 2021 (-4%). Il fatturato totale del secondo trimestre 2022 è stato invece caratterizzato da un andamento migliore di quanto registrato, nello stesso periodo,in ognuno dei tre anni precedenti, con una variazione rispettivamente del +16% rispetto al 2019, del +99% con riferimento al 2020 e del +3% rispetto al 2021.

Prima di passare ad alcune considerazioni di dettaglio, ricordiamo che per svolgere le analisi puntuali, lo studio ha previsto la categorizzazione dei codici aziendali in 8 famiglie di prodotto secondo una nomenclatura comune fornita da ANFIA. Le famiglie di prodotto sono state a loro volta aggregate in tre macro-famiglie (Motore&Trasmissione, Sopra-telaio e Sotto-telaio). La motivazione che ha guidato la scelta di tale accorpamento è stata dettata dalla necessità di assicurare la confidenzialità dei dati forniti dalla singola azienda e la rilevanza delle analisi, portando a definire due criteri vincolanti per la pubblicazione dei dati in forma aggregata, ovvero la presenza di almeno 3 aziende coinvolte per ogni famiglia di prodotto e una quota di fatturato dell’azienda leader di mercato inferiore al 50%. Dal momento che l’analisi delle singole famiglie non sempre ha consentito il rispetto di questi vincoli, si è proceduto con l’aggregazione nelle tre macro-famiglie precedentemente menzionate, per cui i due vincoli sono sempre rispettati.

L’andamento del fatturato mensile aggregato per la macro-famiglia Motore&Trasmissione è stato caratterizzato da un costante incremento a partire dal mese di febbraio 2022, a dimostrazione di una ripresa significativa rispetto a quanto registrato lo scorso anno. Diversamente, le macro-famiglie Sopra-telaio e Sotto-telaio hanno presentato nel primo semestre 2022 un andamento del fatturato più altalenante.

In particolare, il fatturato cumulato della macro-famiglia Motore&Trasmissione ha registrato un incremento del 6% rispetto al 2021 e del 58% rispetto al 2020, superando per la prima volta, nel mese di giugno 2022, i livelli del 2019 (+5%). Diversamente, la macro-famiglia Sopra-telaio ha registrato nel primo semestre del 2022 una contrazione del fatturato sia rispetto al 2019 (-9%) che al 2021 (-18%), mantenendo, invece, un andamento sostanzialmente invariato rispetto al 2020. Infine, pur registrando una differenza negativa rispetto al 2021 (-3%), la macro-famiglia Sotto-telaio ha evidenziato, nel primo semestre del 2022, una variazione percentuale del fatturato cumulato positiva rispetto a quanto registrato nel primo semestre del 2019 (+9%) e del 2020 (+45%).

“Il primo semestre 2022 – afferma Alessio Sitran, Responsabile Area Truck & Bus di ANFIA Aftermarket – conferma purtroppo gli elementi di volatilità e di criticità ereditati dal 2021 e che hanno spinto il fatturato complessivo oggetto della rilevazione in terreno negativo per la prima volta dopo il primo biennio post-pandemico. In modo particolare continuano a pesare lo shortage di componenti elettronici, come ben evidenziato dai valori di trend negativi della sezione Sopra-Telaio, a cui si aggiungono le difficoltà produttive legate agli aumenti vertiginosi dei costi dell’energia e la non semplice reperibilità di componenti essenziali per le produzioni automotive. Questo ha esercitato un’ulteriore pressione al rialzo in un contesto già fortemente inflattivo, dove si intravedono i primi segnali di indebolimento e di rallentamento della domanda”.