Mercato autocarri: flessione a doppia cifra a giugno

Il comparto dei veicoli per il trasporto merci mostra ancora evidenti difficoltà di ripresa delle vendite e dei livelli produttivi pre-crisi. A giugno, infatti, si aggrava la flessione a doppia cifra del mercato degli autocarri rispetto al risultato del mese precedente. Per i veicoli trainati, invece, si assiste al primo timido segno positivo dall’ inizio del 2020, che si confronta con il segno meno di giugno 2019(-2,8%) . Per entrambi i comparti, il primo semestre del 2020 si chiude con un pesante caloa doppia cifra.Lo scenario in cui si muovono gli operatori italiani del settore, del resto, è ancora critico, e anche se compaiono i primi segnali di ripresa del clima di fiducia delle imprese – secondo le stime ISTAT effettuate con i dati raccolti a giugno 2020, l’indice di fiducia del settore manifatturiero sale da 71,5 a 79,8 e nelle costruzioni aumenta da 108,4 a 124,0, mentre per il comparto dei servizi l’indice risale sia nei servizi di mercato (da 38,9 a 51,7) sia nel commercio al dettaglio (l’indice passa da 68,0 a 79,1) – i livelli raggiunti rimangono depressi.

Le aziende di autotrasporto, spiazzate da una crisi senza precedenti da cui si uscirà lentamente e non senza difficoltà, ritardano gli investimenti in attesa dell’attuazione delle misure – note da tempo – di incentivazione al rinnovo delle flotte previste dal DL Fiscale e della Legge di Bilancio 2019, rendendo così faticosa anche la ripartenza della filiera produttiva. Occorre accelerare i tempi per dare sostegno al mercato e, date le ingenti risorse, valutarne un’immissione in circolazione in più riprese, per evitare l’effetto “click day” dello scorso anno, responsabile, di fatto, di effetti distorsivi sul mercato. Un’altra possibile forma di incentivazione indiretta al rinnovo del parco, in ottica attuativa del PNIEC e orientata alla decarbonizzazione del trasporto merci, potrebbe essere l’adozione, da parte delle società concessionarie autostradali, di politiche di pricing a favore dell’utilizzo di veicoli commerciali ad alimentazioni alternative (GNL, Bio-GNL, CNG, Bio-CNG, Hydrogen, Full Electric) rispetto a quelli tradizionali, come già avviene in Germania e come si sta sperimentando sulla rete autostradale della Regione Lombardia, ovvero su A35 e A58, da parte dei gestori Bre.Be.Mi. e TEEM.

Guardando ai numeri, a giugno 2020 sono stati rilasciati 1.619 libretti di circolazione di nuovi autocarri (-48,3% rispetto a giugno 2019) e 1.138libretti di circolazione di nuovi rimorchi e semirimorchi pesanti, ovvero con ptt superiore a 3.500 kg (+6,2%), suddivisi in98 rimorchi (-38%) e 1.040 semirimorchi (+13,8%).Nel primo semestre dell’anno si contano 9.250 libretti di circolazione di nuoviautocarri, il 33,7% in meno rispetto al periodo gennaio-giugno 2019, e 5.549 libretti di circolazione di nuovirimorchi e semirimorchi pesanti (-36,1% rispetto a gennaio-giugno 2019), cosìripartiti: 469 rimorchi (-42,5%) e 5.080 semirimorchi (-35,5% )

Il mercato degli autobus con ptt superiore a 3.500 kg a giugno registra170 nuove unità,con un decremento del 53,2%. Tutti i comparti chiudono il mese con cali a doppia cifra:-46,4% per gli autobus adibiti al TPL, -67,5% per gli autobus e midibus turistici, -37,5% per i minibus e -65,2% per gli scuolabus. Nel primo semestre del 2020, sono stati rilasciati 1.565 libretti di autobus contro i 1.988di gennaio-giugno 2019 (-21,3%) . Come già a maggio, mantengono segno positivo soltantoi minibus (+14,6%), mentre registrano un calo gli autobus adibiti al TPL (-24,9%), gli autobus e midibus turistici (-23%) e gli scuolabus (-47,4%). Gli investimenti pubblici previsti a breve-medio termine per il rinnovo delle flotte del TPL, in presenza di un parco circolante (pubblico e privato) poco efficiente sotto il profilo ambientale e della sicurezza, nonché inadeguato al bisogno di servizi moderni e alternativi al trasporto privato, sono presupposti utili a sostenere una ripresa della filiera produttiva nazionale, che vanta avanzate competenze tecnologiche in materia ambientale.

Oggi, il difficile contesto determinato dall’ancora necessario distanziamento fisico nei luoghi chiusi, limita la presenza dei viaggiatori sugli autobus e obbliga le aziende di autolinee ad impiegare un numero maggiore di mezzi per garantire un servizio adeguatosia sotto il profilo sanitario che dal punto di vista della frequenza dei passaggi.Nei mesi a venire, con la probabile ripresa delle attività nelle sedi di lavoro o, comunque, con un minor ricorso allo smart working, l’offerta di trasporto pubblico dovrà nuovamente essere adeguata alla domanda e garantire gli spostamenti necessari, fornendo un’alternativa all’utilizzo del mezzo privato per evitare un aumento della congestione del traffico cittadino.Questa situazione renderà necessarie prove tecniche di mobilità, indispensabili, del resto, per ripensare e riorganizzare, in maniera flessibile, gli spostamenti feriali, al fine di evitare o reggere eventuali shock futuri analoghi a quello creato dalla pandemia da Covid-19.