RETTIFICA DOC: qualificazione e certificazione

Fare riconoscere al mercato la qualità superiore delle aziende associate in un settore dove è facile confondersi: questo è tra gli obiettivi primario della FIR, che ha presentato le strategie in atto durante la recente assemblea nazionale

L’assemblea nazionale edizione 2019 della FIR (Associazione Italiana Rettificatori Rigeneratori e Meccatronici Qualificati) tenutasi lo scorso maggio all’Autopromotec di Bologna, città oggi sede della stessa Federazione Italiana Rettificatori, ha segnato un punto di svolta per le 180 aziende socie operanti in ambito automotive, dislocate su tutto il territorio nazionale e selezionate. Oltre a festeggiare il 50esimo compleanno, essendo stata fondata a Torino nel 1969 per approfondire le tematiche della ricostruzione di motori endotermici e del ricondizionamento di singole parti, la FIR ha proposto alla folta platea di soci e addetti ai lavori intervenuti un palinsesto ricco, introdotto dalla Presidente Alice Celegato. In un quadro di mercato che impone di evolversi rapidamente, l’obiettivo della FIR è semplificare il lavoro di rettificatori e autoriparatori grazie a un programma in costante espansione che mette a disposizione nozioni, strumenti e servizi per migliorare le performance e vincere le sfide in atto grazie anche al prezioso supporto di varie aziende partner presenti a Bologna. Le aziende socie FIR sono in grado di offrire anche alle officine meccaniche più strutturate una vasta gamma di prodotti, motori e turbo rigenerati, testate revisionate, cambi manuali e automatici, con espansione sempre più marcata alle parti meccatroniche ed elettroniche. Con un occhio di riguardo verso la conversione a un’alimentazione maggiormente ecologica, perseguendo una logica industriale senza però perdere le competenze e l’eccellenza caratteristiche delle realtà artigiane.

Un nuovo corso è iniziato

I temi analizzati nell’assemblea hanno toccato tutti i principali obiettivi attuali della FIR, a partire dal compiuto riconoscimento come sede istituzionale per le aziende che ruotano attorno al motore: rappresentanza, tutela e valorizzazione della categoria; promozione della collaborazione tra i soci; consulenza e formazione; miglioramento dei rapporti con produttori e fornitori; relazioni con altre realtà associative del settore motoristico e della post produzione; attività di marketing, fieristiche e di pubblicazione in grado di promuovere lo sviluppo.

I lavori sono partiti ripercorrendo gli ultimi due anni di attività, caratterizzati da temi tanto indicativi per ciascuna edizione dell’assemblea nazionale da non richiedere traduzione: “It’s time to Change” a Maranello 2017, “It’s time to Transformation” a Milano 2018 e “It’s time to Evolution” a Bologna 2019. La FIR guarda al futuro, dunque, e nell’occasione sono state illustrate anche le funzionalità del nuovo portale Expertnet realizzato da Independent Expert, società per la gestione delle richieste di garanzia sui prodotti delle rettifiche FIR, con consegna di login e password per l’accesso riservato agli associati. A ulteriore supporto del riconoscimento della qualità dei prodotti delle aziende FIR, il focus principale ha riguardato due iniziative in parte collegate: il processo di qualificazione delle aziende della rete FIR e il progetto di certificazione volontaria del processo di produzione di un motore rigenerato.

“Questa edizione dell’assemblea nazionale FIR è stata atipica rispetto alle precedenti e segna un nuovo corso – ha commentato al termine dei lavori la Presidente Celegato – Anzitutto, abbiamo dato la parola ai partner che in questi due anni hanno presentato novità, progetti ed erogato servizi. Il Gruppo Rhiag l’anno scorso ci ha assicurato risorse e contenuti di valore legati alla formazione, sia in termini di marketing e comunicazione sia di tecnica sui motori di ultima generazione, a cura del loro specialista tecnico Roberto Mereghetti, e oggi sono emersi altri spunti per temi futuri da affrontare, perché non si smette mai di imparare. Poi Mec-Diesel ci ha supportato, riscuotendo adesioni e successo anche tra i non associati FIR, con corsi di formazione tecnica, teorici e pratici, all’interno di eccellenti aziende al Nord e al Centro-Sud, sulla levigatura dei cilindri in alluminio: non tutti i soci sono strutturati in tal senso, quindi abbiamo cercato di avvicinare chi non aveva ancora mostrato interesse e metterlo in condizioni di operare. Il tutto collaborando con componentisti come KS e fornitori di macchine operatrici per le rettifiche come ARA. Inoltre, anche FTS da quest’anno è tornata tra i partner FIR proponendo, oltre al prodotto turbocompressori, anche valvole EGR, filtri FAP e catalizzatori, garantendo un servizio competitivo e puntuale con supporto tecnico e logistico a tutti gli associati”.

Dalle performance alla comunicazione

Il messaggio della Presidente Celegato è chiaro. “In un mercato dove c’è parecchia confusione, bisogna fare distinguere il nostro prodotto rigenerato rispetto agli altri, anche in considerazione degli investimenti effettuati da noi specialisti del settore. La logica di FIR è fare ordine: continuare a investire in formazione per rendere sempre più performanti gli associati e nello stesso tempo avviare un processo di certificazione, da cogliere come opportunità, per fare comprendere alla clientela in pura trasparenza in che cosa consista un prodotto rigenerato doc, sul quale apporre un marchio di conformità. Non ci sarà comunque alcun obbligo di adesione a questo tipo di protocollo perché coinvolge anche la gestione del processo, a partire dall’aspetto saliente che riguarda quali pezzi vanno sostituiti e quali no, in un motore, ma mi aspetto ovviamente un riscontro interessante”.

Occorre dunque partire subito con il piede giusto, sottolinea Celegato: “Metteremo anzitutto ordine all’interno della rete facendo chiarezza nella comunicazione da parte degli associati: quali servizi offrono e in quali garantiscono le migliori performance, uscendo dalla logica del ‘tutti facciamo tutto’, fornendo una foto più pertinente della realtà odierna. Il progetto di qualificazione prevederebbe, quindi, che a fronte di determinati requisiti e percorsi formativi su più ambiti, tecnici-manageriali-commerciali, venga attribuito un badge di riconoscimento: pur se interno esclusivamente al mondo FIR, tale riconoscimento grazie all’adeguata forma di comunicazione risulterà visibile per l’utente, che così potrà orientarsi verso aziende con determinati requisiti e specializzazioni e scegliere in base alle proprie esigenze. Le caratteristiche delle aziende FIR, infatti, sono molto varie, così come vario è il mercato: e la varietà va intercettata! In parallelo si è parlato di certificazione di processo che andrà gestito da un ente terzo e abilitato. Spetterà poi a noi verificare che le aziende associate rispettino la procedura”.

Una volta che spegnerete con rinnovato entusiasmo le cinquanta candeline, che cosa aspettarsi per il prossimo mezzo secolo nel settore?

Secondo la Presidente Celegato, “per fortuna i dati emersi anche nel corso di questo Autopromotec sono confortanti per noi rettificatori come confermato anche Renzo Servadei e dai partner intervenuti. Almeno a medio termine, mi aspetto che la FIR continui a intercettare tutte le esigenze dei motori endotermici, perché ancora per un po’ di anni le propulsioni elettriche manterranno quote minoritarie nel parco circolante. Anzi, si apriranno nuove opportunità in aftermarket con le motorizzazioni a metano, GPL e biogas, per esempio. Siamo i veri specialisti del motore: presentarci così dipende soltanto da noi”.