Ventesimo mese consecutivo in ribasso per la produzione dell’industria automotive in Italia a febbraio (-1%)

Il primo bimestre 2020 chiude a -1,5%, ma a preoccupare sono soprattutto le ripercussioni dell’attuale fermo produttivo, uno stato di cose che il comparto non può sopportare ancora a lungo

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A febbraio 2020, secondo i dati ISTAT, la produzione dell’industria automotive italiana nel suo insieme registra un calo tendenziale dell’1%, in flessione per il ventesimo mese consecutivo, ma in recupero rispetto a gennaio (+2,2% la variazione congiunturale). Nei primi due mesi del 2020 la variazione tendenziale è -1,5%.

Guardando ai singoli comparti produttivi del settore, la fabbricazione di autoveicoli (codice Ateco 29.1) vede il proprio indice invariato a febbraio 2020 rispetto a febbraio 2019, mentre diminuisce dell’1,9% nel primo bimestre 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019; quello della fabbricazione di carrozzerie per autoveicoli, rimorchi e semirimorchi (codice Ateco 29.2) cala del 12,7% nel mese e del 5,3% nel cumulato e quello della fabbricazione di parti e accessori per autoveicoli e loro motori diminuisce del 7% nel mese e del 3,9% nel cumulato.

Secondo i dati preliminari di ANFIA, a febbraio 2020 la produzione domestica di autovetture in Italia, dopo il calo  del 6,8% di gennaio, flette del 3% e chiude il primo bimestre 2020 a -5%. Il 2020 si è quindi aperto interrompendo le flessioni a due cifre che avevano contrassegnato il trend mensile del 2019 (con la sola eccezione del mese di novembre).

Il comparto produttivo automotive si colloca nel contesto di una produzione industriale italiana complessiva in calo da dodici mesi consecutivi: anche a febbraio, infatti, l’indice della produzione industriale nel suo complesso3 diminuisce del 2,4% e risulta in flessione dell’1,3% nella media dei primi due mesi dell’anno, a livello tendenziale.
Gli ordinativi totali dell’industria in senso stretto (escluso il comparto Costruzioni), presentano un calo tendenziale dell’1,8% nel mese di gennaio (ultimo dato disponibile), con riduzioni su entrambi i mercati (-0,6% la componente interna e -3,4% la componente estera) e una diminuzione dell’1,9% a livello tendenziale nell’intero 2019 (+0,2% la componente interna e -4,9% la componente estera).

“A febbraio 2020, la produzione industriale italiana segna il dodicesimo mese consecutivo in ribasso, mentre per la filiera automotive i mesi caratterizzati da una flessione produttiva continuativa arrivano a venti – dichiara Gianmarco Giorda, Direttore di ANFIA. Per l’automotive, pur assistendo a una contrazione più contenuta, a febbraio, rispetto a quella del mese precedente, e pur presentando il bimestre di ingresso nel 2020 una chiusura a -1,5%, contro il -9,6% dell’intero 2019, la partenza dell’anno in corso ha confermato un trend discendente. E’ questo lo scenario in cui contestualizzare il fermo produttivo attuale, necessaria misura di contenimento per la diffusione della pandemia da COVID-19, che ha un impatto molto pesante sull’intera filiera. Il comparto non può sopportare ancora a lungo questo stato di cose e chiede quindi di poter riavviare le attività il prima possibile, in maniera graduale e ragionata e, soprattutto, garantendo il rispetto di tutte le misure di sicurezza necessarie a tutelare la forza lavoro e proseguire nella lotta al virus. E’ fondamentale il sostegno delle misure economiche e fiscali già messe in campo e che arriveranno dal Governo per aiutare le imprese a superare questa fase, garantendo liquidità, facendo ripartire gli investimenti e tutelando l’occupazione di uno dei settori più innovativi e trainanti della nostra economia. Parallelamente è fondamentale anche che la ripartenza sia congiunta e coordinata a livello dei maggiori mercati europei, avendo di fronte un comparto che si basa su catene di fornitura complesse e globalizzate. Per fare un esempio, il trade della componentistica Italia-Germania, nel 2019, vale 8,55 miliardi di Euro, di cui 4,63 di esportazioni dall’Italia e 3,92 miliardi di importazioni”.

Per il settore automotive nel suo complesso, gli ordinativi registrano un incremento tendenziale del 9,1% a gennaio – con un notevole miglioramento rispetto al trend di dicembre 2019 – con una componente interna in crescita a due cifre, +17,6% (+0,8% sui mercati esteri). Occorre tuttavia sottolineare che gennaio 2020 si confronta con un gennaio 2019 in cui gli ordinativi erano in forte contrazione (-14,7%, di cui -20,6% verso il mercato interno e -8% verso quello estero). Il 2019, per gli ordinativi, aveva chiuso a -9,9%, soprattutto a causa di una componente interna in ribasso del 13% (-5,8% la componente estera).

La contrazione degli ordini è uno dei fattori che impattano sull’andamento della produzione di componenti, la quale, dopo un indice in calo dell’8,1% nel 2019 e una flessione dello 0,6% a gennaio 2020, a febbraio, come già accennato, si contrae del 7%.
Nello specifico, per le parti e accessori per autoveicoli e loro motori, gli ordinativi registrano un decremento del 3,6% a gennaio (-7,6% per il mercato interno, -0,9% per il mercato estero), mentre il 2019 aveva chiuso a -7,6% (-13,3% mercato interno e -2% mercato estero).

Il trend negativo degli ordini del 2019 ha avuto un riflesso significativo sull’export della componentistica italiana che, nell’intero anno, risulta in flessione del 2,3% (21,97 miliardi di Euro il valore dell’export)5 dopo 4 anni consecutivi in crescita, pur comunque inferiore del 2,7% rispetto al 2018.

A gennaio 2020 (ultimo dato disponibile), inoltre, il valore delle esportazioni di autoveicoli dall’Italia è di 1,47 miliardi di Euro, il 5,3% in più rispetto allo stesso mese del 2019, il 4% del totale esportato. L’import di autoveicoli vale, invece, 2,58 miliardi di Euro e risulta in aumento dell’8,4%, rappresentando il 7,2% del totale importato in Italia. Gli Stati Uniti sono, in valore, il primo Paese di destinazione per l’export di autoveicoli dall’Italia, con una quota del 16,5%, seguiti da Germania e Francia, rispettivamente con una quota del 16% e del 14%.

Il fatturato del settore automotive nel suo complesso, infine, presenta una variazione positiva del 5,8% a gennaio (+7% il fatturato interno e +4,5% quello estero). Vale la stessa riflessione fatta per gli ordinativi, ovvero il confronto con un gennaio 2019 particolarmente negativo, in cui il fatturato risultava in calo tendenziale del 15,1% (-19,8% sul mercato interno e -9,3% su quello estero) Nell’intero 2019, il fatturato era in flessione del 7,8% (-11,7% il fatturato interno e -2,4% quello estero).

Il fatturato dell’industria in senso stretto (escluso il comparto Costruzioni) risulta in crescita dello 0,6% nel mese (+0,3% sul mercato interno e +1% sui mercati esteri) mentre aveva chiuso il 2019 a -0,3% (-0,3% il mercato interno e -0,2% il mercato estero).

Infine, il fatturato delle parti e accessori per autoveicoli e loro motori presenta una diminuzione del 2,9% nel mese di gennaio, con riduzioni su entrambi i mercati (-5,7% la componente interna e -0,7% la componente estera). Nel 2019, l’indice del fatturato aveva registrato una flessione del 5,4%, con una componente interna in diminuzione dell’11,8% (+0,9% il fatturato estero).